Azienda Agricola Corte Sant'Alda

Il lavoro in cantina

... in cantina e nel lavoro di relazione con gli altri, mettendo in chiaro i valori per cui si vive e si lavora.

Se abbiamo assecondato la natura, rispettato i tempi, dato alle viti la capacità di esprimersi.
Se, i nostri gesti agricoli sono stati rispettosi, il lavoro in cantina risulterà facile, piacevole ed atteso con serenità. La cantina è un luogo di passaggi, dove, semplicemente, la nostra uva, trasformata in vino continua la sua vita.

Il mio nome è Francesco, sono il cantiniere di Corte Sant’Alda. Prima, di approdare in Veneto a Mezzane di Sotto, ero un ricercatore al CNR di Pisa presso l’Iistituto di Chimica del Terreno con alle spalle una laurea in Agraria, un master in Enologia ed un amore sconfinato per il mondo del vino che si è radicato negli anni tra degustazioni e corsi; stimolando, in me, la voglia e la curiosità di scoprire quel mondo da dentro. Prima di Marinella, ho conosciuto il suo Amarone ed è stato come conoscere una parte di lei, Marinella infatti è uno di quei pochi viticoltori che riescono a mettersi in relazione con il mondo attraverso i propri vini, per questo volevo incontrare a tutti i costi colei che aveva prodotto in me tali emozioni.
Dopo, un fugace incontro Vinitaly ci siamo ritrovati a cena e discorrendo amabilmente davanti ad un buon bicchiere di vino ed un risotto incantevole, ho confessato il mio sogno “di lavorare nel mondo del vino” e…. guardandomi un po’ di sbiego, Marinella mi dice: “sto cercando una persona motivata… con poca esperienza …pronta ad abbracciare senza preconcetti la filosofia di Corte Sant’Alda”.
Ed eccomi qua dopo un anno e qualche mese a lavorare a un progetto di naturalità, in una cantina dove ogni aspetto tecnologico superfluo è stato eliminato, dove per esempio non c’è un controllo termico automatizzato; ma, è l’uomo (cioè io) a svolgere ogni tipo di controllo sensoriale, chimico e fisico. In questo modo si ha un rapporto diretto con il vino, eliminando ogni intermediazione tecnologica, se ne sentono i cambiamenti, eventuali problemi ma soprattutto se ne condivide “fisicamente” l’evoluzione cercando, di rispettare e salvaguardare il lavoro svolto in vigna dove si concentrano gli sforzi per ottenere la miglior uva.
Non nego che tutto questo sia difficile e faticoso e che l’enologia moderna permetterebbe “scorciatoie invitanti” ma è proprio questo l’obbiettivo: cercare di ottenere una qualità, non assoluta, ma autentica anche, nelle annate più difficili, che sia espressione vera del territorio, senza alcuna manomissione.